Augmentin

Augmentin funziona per la prostatite?

Augmentin e la prostatite: quali sono i benefici?

A base di amoxicillina e acido clavulanico, Augmentin è un antibiotico che esplica la propria azione uccidendo i batteri che generano l’infezione. Mentre l’amoxicillina ha il potere di inibire la sintesi del peptidoglicano responsabile, poi, dell’uccisione della cellula batterica stessa, grazie all’azione delle penicilline, l’acido clavulanico riesce efficacemente a disattivare sia gli enzimi extra-cellulari sia quelli di membrana giacché esso riesce a penetrare all’interno della parete batterica.

In questo modo, infatti, evita la distruzione indiscriminata degli antibiotici beta-lattamici, quali la penicillina per l’appunto, penicilline, riuscendo altresì a ingrandire sia l’attività sia lo spettro d’azione nei confronti di ceppi di batteri più resistenti e aggressivi. Efficace per la cura della prostatite, Augmentin si rivela un formidabile alleato per combattere le infezioni batteriche più dolorose e fastidiose del tratto uro-genitale, con un’eccellente risposta anche nel caso di recidive particolarmente aggressive.

Prima di assumere Augmentin, però, data la forza dell’antibiotico in sé, il medico potrebbe suggerire un check up completo con analisi delle urine, uno spermiogramma e un’indagine approfondita sulla consistenza del liquido prostatico. Ciò si rivela particolarmente utile per valutare il tipo specifico di batterio che ha causato l’infezione e per prescrivere, dunque, il giusto dosaggio di Augmentin per il caso concreto.

Perché scegliere Augmentin per curare la prostatite?

Alzi la mano l’uomo che, almeno una volta nell’arco della propria vita, non abbia dovuto combattere con difficoltà minzionali e di erezione, che abbia lamentato la sensazione di vescica non adeguatamente svuotata, che abbia avuto rapporti sessuali poco soddisfacenti e talvolta dolorosi. Tutti questi sintomi possono essere i segnali di una prostatite in atto. Ma con tale termine, in realtà, cosa indichiamo di preciso?

Sotto la voce “prostatite” in letteratura medica si ricomprende un insieme piuttosto eterogeneo di disturbi, alcuni dei quali indissolubilmente legati alle infezioni batteriche. La prostatite, infatti, può insorgere anche a causa di uno stile di vita poco equilibrato, può essere legata al fumo e al consumo di alcolici e cibi eccessivamente piccanti e può anche derivare da disturbi gastrointestinali sottovalutati e da disturbi legati all’ambito sessuale.

Essa, pertanto, può portare con sé dolori lombari e reumatici, febbre alta, difficoltà di minzione, la sensazione di non aver svuotato la vescica, difficoltà di erezione e di eiaculazione, sangue nelle urine e nell’eiaculato. Diagnosticare la prostatite, però, non è sempre semplicissimo giacché, nella maggior parte dei casi, essa si presenta senza troppi sintomi dolori e la sua scoperta può avvenire unicamente attraverso una visita dall’uro-andrologo, con un esame clinico delle urine e del liquido prostatico.

La prostatite, inoltre, può essere:

batterica acuta, generata dall’eccessiva motilità dei batteri che abitano l’intestino crasso e che arrivano a infettare la prostata risalendo dall’uretra;
batterica cronica, accompagnata solitamente da febbre alta, dolori al basso ventre e alla schiena, associata a una certa difficoltà di minzione ed erezione e con interessamento dell’uretra con infiammazioni più o meno intense;
cronica, che può rivelarsi infiammatoria e non infiammatoria e che si presenta con un intenso dolore pelvico, destinato a cronicizzarsi nel tempo, con scarse possibilità di guarigione totale;
infiammatoria asintomatica, considerata una delle più difficili da diagnosticare proprio perché, scatenandosi improvvisamente e senza dolori forti o apprezzabili, può essere diagnosticata solo a seguito di una visita scrupolosa con annesso massaggio prostatico.

Quanto alle cause scatenanti la prostatite, la letteratura medica è concorde nell’annoverare una pluralità di fattori, spesso molto differenti gli uni dagli altri. Qualche esempio? La vita sedentaria, l’alimentazione sregolata, il diabete, traumi vescicali e pelvici, l’ereditarietà, la prolungata astensione dai rapporti sessuali, la cateterizzazione vescicale e i rapporti sessuali non protetti sono solo alcuni dei fattori che possono indurre all’insorgenza della prostatite.

L’uso dell’Augmentin, pertanto, è largamente raccomandato da urologi e andrologi quando la prostatite è di tipo batterico, con stati infiammatori piuttosto violenti e duraturi. La dose consigliata di antibiotico è di una compressa due volte al giorno e, per i casi di recidive e di infezioni più dolorose, la dose prevede 1 compressa tre volte al giorno. Laddove si preferisse assumere l’antibiotico sotto forma di sospensione orale in bustine, le dosi restano le medesime ma con più la raccomandazione di sciogliere la bustina in un bicchiere colmo d’acqua da prendere durante il pasto oppure immediatamente prima.

Alternative agli antibiotici

Per chi invece cerca prodotti naturali che non siano antibiotici, esistono diversi integratori naturali come il Prostatricum. Attenzione che c’è una bella differenza nell’usare integratori al posto di antibiotici, quindi chiaramente dipende sempre dal problema che si ha ed è sempre opportuno sentire prima il parere medico.

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Come trattare adeguatamente la prostatite

Come si è appena avuto modo di vedere, trattare la prostatite – soprattutto se in uno stato già cronico a seguito di diverse recidive oppure nel caso di stati infiammatori piuttosto dolorosi – senza un’adeguata copertura antibiotica, potrebbe rivelarsi un’impresa impossibile a danno, poi, dello stato di salute globale del paziente che, non solo vedrebbe modificate le proprie abitudini di vita, ma potrebbe andare incontro a seri problemi urinari e sessuali che, se a lungo trascurati, potrebbero condurre all’infertilità.

Dunque, perché rischiare di mettere a repentaglio la propria salute? Oltre all’azione ad ampio spettro dell’Augmentin, infatti, il medico potrebbe prevedere una cura più complessa prescrivendo al paziente farmaci antinfiammatori, miorilassanti, alfa-litici, talvolta antidepressivi e inibitori delle 5 alfa reduttasi.

Per un trattamento quanto più efficace possibile nella cura della prostatite, inoltre, il medico potrebbe prescrivere un esame delle urine con antibiogramma, utile per scoprire immediatamente se si è intolleranti o resistenti a uno o a più tipi di antibiotico, una spermiocultura, un esame uretrale per evitare tracce di Clamydia e del Mycoplasma e un’ecografia prostatica transrettale. Per alleviare, infine, il dolore alla prostata, il medico può eseguire un massaggio prostatico, particolarmente indicato per migliorare l’espulsione del liquido prostatico e incoraggiare il paziente ad avere rapporti sessuali protetti più frequenti con annessa eiaculazione finale.

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