Cause e cure del dolore a urinare

Cause e Cure del Dolore a Urinare

Tendenzialmente il dolore a urinare è provocato da un’infezione che si sviluppa alle vie urinarie. Ma per capire dove intervenire in modo efficace e trovare quindi le cure, è necessario individuare le cause che hanno provocato l’infezione all’apparato.

Cosa provoca un’infezione alle vie urinarie?

Le infezioni alle vie urinarie sono solitamente provocate da agenti patogeni contenuti nelle urine. Statisticamente le problematiche si fanno più frequenti nelle persone che hanno superato i 50 anni di età.

Quando si verifica una situazione di questo genere si utilizza il termine cistite che sottintende la presenza di una particolare infezione localizzata nella vescica. In particolare le infezioni alle vie urinarie si suddividono in superiori o inferiori in base all’area interessata dall’infiammazione. Nel momento in cui sono interessate le zone superiori si utilizza il termine di nefriti, mentre se le infezioni colpiscono le zone inferiori si può parlare di uretriti e cistiti.

Quali sono le cause dell’infezione?

Per comprendere le cause che provocano un’infezione alle vie urinarie è necessario ampliare il discorso facendo riferimento alla prostata. Lo stato di salute delle vie urinarie è infatti direttamente collegato alla situazione della prostata.

Nella ghiandola prostatica viene prodotto il liquido prostatico che ha la particolare funzione di proteggere il sistema riproduttivo maschile dall’azione di agenti patogeni grazie alle proprie caratteristiche antinfiammatorie e antibatteriche.

A livello di volume il liquido prostatico rappresenta circa il 30% del liquido seminale. Nel caso in cui si manifesti una patologia alla prostata (ad esempio una prostatite o una iperplasia prostatica benigna) è molto probabile che si sviluppi un’infezione che coinvolga anche le vie urinarie. Quindi lo stato di salute della prostata può influire in modo determinante proprio sullo sviluppo di possibili infezioni alle vie urinarie che, di conseguenza, provocano dolore all’atto della minzione.

Un’altra possibile causa di infezioni all’apparato urinario è la presenza di particolari batteri proprio nei dotti urinari come lo Stapylococcus Aureus e Proteus o l’Eschirichia Coli.
Esistono poi condizioni particolari legate allo stile di vita che possono contribuire in modo importante allo sviluppo di infezioni. Parliamo in questo caso di un’alimentazione non equilibrata, uno stile di vita scorretto, il fumo, l’eccessivo consumo di alcol, e l’obesità.

Quali sono i fattori predisponenti per le infezioni alle vie urinarie?

Il principale fattore predisponente per lo sviluppo di infezioni alle vie urinarie è l’età.

A partire dai 50 anni nella ghiandola prostatica potrebbero iniziare a manifestarsi alcune problematiche che comportano un ingrossamento della stessa. L’eventuale ipertrofia prostatica potrebbe quindi essere alla base dell’ostruzione del normale flusso di urina: ciò può comportare il possibile ristagno di agenti patogeni all’interno della vescica che possono poi tradursi nella comparsa di infezioni.

Quali sono i sintomi di una infiammazione delle vie urinarie?

I sintomi che ricorrono più spesso nei casi di infezioni alle vie urinarie sono la necessità e l’urgenza di urinare, un fastidioso dolore all’atto della minzione, delle urine non limpide e caratterizzate dal cattivo odore, la presenza di tracce di sangue all’interno delle urine. Ci sono poi delle sintomatologie specifiche legate alla localizzazione delle infezioni.

Nel caso di infezione alle vie alte i sintomi più ricorrenti sono nausea, vomito, brividi e dolori nelle zone lombari. Possono poi sussistere condizioni in cui le infezioni si presentino in modo del tutto asintomatico (frequenti soprattutto nei pazienti anziani).

A prescindere che si tratti di infezioni nelle vie alte o basse è sempre presente l’incontinenza urinaria. In certi casi di infezione si può presentare anche un’ incontinenza di tipo passeggero che va comunque trattata con gli stessi presidi utilizzati nei casi di incontinenza urinaria maschile.

Nel momento in cui si dovessero presentare alcuni dei sintomi appena elencati, è importante rivolgersi ad uno specialista che potrà verificare la situazione ed eventualmente predisporre un percorso terapico per risolvere il problema.

Come prevenire il dolore a urinare

Il detto prevenire è meglio che curare è sempre valido e, anche in questo caso, è importante mettere in atto, dove possibile, tutti quei comportamenti necessari a prevenire una possibile infiammazione delle vie urinarie evitando così i fastidiosi dolori ad essa collegati.

In questo caso il consiglio è quello di agire per mantenere la corretta funzionalità della prostata. Esiste un documento pubblicato dalla Società Italiana di Urologia in cui vengono elencate alcune norme da seguire per effettuare una prevenzione corretta. Il primo aspetto da considerare è la corretta idratazione. Si raccomanda di bere sempre almeno un litro e mezzo di acqua al giorno: in particolare si consiglia dell’acqua oligominerale che aiuta lo smaltimento dei liquidi e dei residui in eccesso.

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Un altro aspetto fondamentale è la corretta alimentazione. È consigliabile ridurre il consumo di insaccati, alcolici e caffè. Sarebbe poi altrettanto utile incrementare l’assunzione di cibi ad alto contenuto di vitamina A come albicocche, pomodori, carote, broccoli e noci.

Resta poi naturalmente valido il consiglio di sottoporsi periodicamente a visite specialistiche dall’urologo. Resta naturalmente valido l’invito a fare particolare attenzione alla frequenza e all’intensità del dolore che si avverte quando si urina. Un incremento della frequenza e la presenza di dolore sono infatti sintomi diretti di infezione di vescica e prostata.

Un altro aspetto fondamentale è la cura della propria igiene intima. Prediligere detergenti che abbiano un pH specifico e che non siano troppo aggressivi. Non eccedere con la frequenza dei lavaggi in quanto si rischia di rimuovere lo strato protettivo che protegge dall’arrivo di agenti patogeni.

Attenzione poi alle perdite urinarie non volontarie: ogni singolo episodio può essere un segnale importante da non sottovalutare. In questi casi si consiglia sempre di allertare il proprio medico curante per informarlo in merito agli episodi. Sarà poi lui, eventualmente, a effettuare accertamenti ulteriori.

Un ultimo consiglio è quello di sottoporsi ad un controllo del PSA presente nel sangue: si tratta di un marcatore specifico per la diagnosi precoce dei tumori.

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