Il digiuno intermittente fa bene alla prostata?

Il digiuno intermittente fa bene alla prostata?

La prostata è una situazione che compromette non solo le funzionalità del pene nell’uomo e crea problemi nella minzione ma causa evidenti problemi psicologi e sociali che possono portare alla depressione.
Diverse sono le soluzioni per prevenire e controllare l’ingrossamento e l’infiammazzione della prostata prima tra tutto vale il detto “mens sana in corpore sano” per cui è necessario oltre eseguire controlli dallo specialista ed esami di routine anche seguire un regime alimentare e di vita che possa in un certo senso possa aiutare il corpo ad assumere una posizione e un peso che non vada incidere negativamente sull’organismo in generale.

Molti specialisti suggeriscono a chi soffre di prostata di seguire una specifica dieta o addirittura di optare per il famoso digiuno ad intermittenza, praticato dagli americani e diffuso in Italia e consigliato, dietro specifiche regole dai nutrizionisti in Italia.

A seguire una guida su come il digiuno ad intermittenza fa bene alla prostata e quali sono i motivi.

Digiuno ad intermittenza: perché fa bene alla prostata

Il digiuno ad intermittenza è una pratica o meglio uno stile di vita consigliato per perdere peso e per affrontare alcune patologie infiammatorie.
Attraverso lo stesso è possibile depurare il corpo da tutto il cibo cattivo assunto e rigenerare il sistema immunitario.

Spesso e volentieri si mangia più di quanto si dovrebbe o si consumano cibi sbagliati da alto contenuto di zuccheri, sale o grassi ossia tutti ingredienti che possono scatenare un’infiammazione maggiore che nel caso della prostata è una causa scatenante il malessere.

Il digiuno ad intermittenza naturalmente riguarda i soli alimenti, durante le ore in cui non si mangia vanno comunque consumati liquidi per idratare il corpo.
Si può stare senza mangiare ma non senza bere questo è ovvio e sarebbe assurdo non bere.

In questa fase si consiglia di bere tisane, acqua liscia, bevande con sali minerali a contenuto integrativo insomma liquidi non infiammanti e privi di zuccheri che consentono di sfiammare la prostata.

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Come eseguire il digiuno ad intermittenza per la prostata

Il digiuno ad intermittenza come fa ben comprendere il termine può riguardare poche ore e quindi si può decidere di saltare uno dei pasti principali durante la giornata o essere eseguito in modo assoluto e decidere di non mangiare per giorni.

In media il digiuno depurativo è quello che dura 72 ore ossi tre giorni in cui si beve solo acqua.

Il digiuno permette alla prostata di sfiammarsi e di lavorare di meno in modo da migliorare le sue funzionalità, si è evidenziato come il digiuno ad intermittenza abbia comportato un netto migliorando della fase di ingrossamento della prostata con una riduzione di volume significativa perché come si è detta a volte è proprio il cibo e le bibite zuccherate ed alcoliche la principale causa dei problemi alla prostata.
Il digiuno ad intermittenza va eseguito in modo completo questo significa che durante le ore che si decide di digiunare si deve evitare qualsiasi alimento.

Altresì nelle fasi in cui si consumano agli alimenti è opportuno comunque non abbuffarsi e cercare di mangiare sano e non porzioni esagerate per recuperare la fame.
A volte, il problema alla prostata è infatti legato al peso eccessivo ragion per cui è importante dimagrire e il digiuno ad intermittenza rappresentala soluzione più facile per perdere perso in breve tempo rispetto a diete più lunghe ed è consigliato questo metodo soprattutto quando il peso da perdere è particolarmente eccessivo.

Cosa si può mangiare dopo il digiuno ad intermittenza

Una volta praticato il digiuno ad intermittenza che può essere eseguito a rotazione mensile o settimanale è importante seguire una dieta equilibrata evitando di vanificare tutto quello che si è ottenuto con il digiuno ad intermittenza.

Quindi in estate vanno preferiti cibi freschi a basso contenuti di zuccheri, sconsigliati sono i latticini e cibi grassi, altresì in inverno sono da preferire i legumi, i primi non eccessivamente grassi e le carni bianche visto che le carni rosse sono famose per le qualità infiammatorie.

Cercare di mangiare cioccolato fondente e non a latte e al latte preferire tisane o tè che hanno una minor incidenza antinfiammatoria.
Evitare farine bianche a favore di quelle integrali e assumere integratori che possono stimolare l’organismo e ridurre il senso della fame.

Il miglior consiglio è farsi seguire da un nutrizionista che possa prescrivere un piano alimentare che meglio si adegui alle esigenze del paziente e al suo tipo di prostatite.
Uno specialista consente di indirizzare verso i cibi giusti e non cadere in errore vanificando gli effetti del digiuno ad intermittenza che comunque non può essere praticato per sempre, non si può stare una vita senza mangiare ,a comunque bisogna farlo con attenzione.

Come preparasi al digiuno intermittente

Ch non ha mai sperimentato il digiuno ad intermittenza deve sapere che soprattutto i primi giorni non sono semplici perché il senso della fame a volte è più forte della volontà e del resto gli effetti sulla prostata non sono immediati ma richiedono comunque un pò di tempo.

Ci vuole tutta una preparazione psicologica e bisogna temersi impegnati e riempire lo stomaco con tanti liquidi in modo da occupare lo stomaco e non avvertire il rumore della fame che fa cadere in tentazione.
Digiunare all’inizio non è facile ma con il tempo gli effetti benevoli si avvertono, paradossalmente ci si sente più energetici, si comincia a perdere peso radicalmente e non introducendo cibi che infiammano la prostata riesce man mano a sgonfiarsi in modo naturale, naturalmente si parla di casi di ingrossamento della prostata non cronici dove al dieta ad intermittenza aiuta certamente ma vengono richiesti anche trattamenti terapeutici prescritti dallo specialista.

Il digiuno ad intermittenza è detto così perché non si può digiunare ogni giorno e in modo continuativo per troppo tempo, l’organismo comunque ha bisogno di proteine, vitamine, carboidrati ragion per cui è possibile smaltire le dosi accumulate ma pii è necessario introdurre del cibo se non si vogliono compromettere altre funzionalità oltre la prostata.

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