Quali sono gli esami da fare per la prostata e a che età

Quali sono gli esami da fare per la prostata e a che età?

Gli esami da fare alla prostata rappresentano un’arma importantissima per capire lo stato di salute di questa ghiandola la cui funzione è fondamentale per l’uomo. La diagnosi precoce (così vengono definiti usualmente gli esami basilari) è volta a capire se vi sono problemi non solo in ottica tumorale, ma anche dal punto di vista sessuale. Infatti, superata una certa età (50-55 anni circa) è consigliabile eseguire ogni anno alcuni esami prostatici per capire la presenza di eventuali tumori che, se individuati per tempo, hanno migliori probabilità di guarigione. Sono circa 30 mila i casi di tumore alla prostata che annualmente si verificano in Italia e, proprio per questo, la prevenzione è determinante. Ecco quali sono i principali esami da fare per la prostata e a che età.

  • PSA (dai 50-55 anni in condizioni normali)
  • Esplorazione digito rettale (dai 50-55 anni in condizioni normali)
  • Ecografia trans prostatica (in caso di manifestarsi di problemi)
  • Biopsia (in caso di sospettato tumore)

I primi due sono parte di un normalissimo controllo urologico e sono realizzabili durante una visita dall’urologo. Gli altri, invece, sono di maggior approfondimento e richiedono solitamente un nuovo appuntamento dietro parere medico.

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Dosaggio del PSA

Il PSA è detto anche “Antigene Prostatico Specifico” e fa riferimento ad una proteina prodotta naturalmente dalla prostata. Determinare la quantità presente può essere molto utile per capire lo stato di salute della ghiandola: un PSA in eccesso rispetto ai valori considerati standard sta a indicare un probabile problema in essere. Per stabilire i valori è necessario un normale esame del sangue capace di rilevare i livelli della proteina in questione. Interpretando i dati è possibile intuire eventuali infiammazioni, tumori o ipertrofie.

Quali sono i valori soglia del PSA?

A seconda dell’età del soggetto tali valori possono variare, ma è opportuno considerare dei valori intesi come soglia di attenzione:

  • Under 60 anni: PSA 2,5 ng/ml
  • 60-70 anni: PSA 4 ng/ml
  • Over 70 anni: PSA 5,5 ng/ml

Sia chiaro che l’esame del dosaggio PSA non indica espressamente la presenza o meno di un tumore, ma fornisce informazioni sul fatto che vi sia un problema alla ghiandola prostatica che necessita di approfondimento.

Esplorazione digito-rettale alla prostata

L’esplorazione digito rettale è probabilmente l’esame più temuto, nonostante di per sè non sia nemmeno troppo complesso nell’esecuzione e nella durata. L’esame viene svolto dall’urologo durante una comune visita e avviene per palpazione della ghiandola prostatica. Al tatto, lo specialista tasta la superficie della prostata facendo caso a rigonfiamenti, protuberanze, consistenza.

A cosa serve l’esplorazione digito – rettale della prostata?

Non è un esame che fornisce una diagnosi certa, ma rappresenta un invito ad accertamenti qualora si notassero anomalie. Inoltre potrebbe fornire una conferma di quanto emerso dall’esame del dosaggio PSA.
Se in seguito a questi due test vi fossero dubbi sullo stato di salute della prostata è bene procedere a visite più approfondite e in grado di rilasciare un esito più oggettivo e preciso.

Chi deve svolgere il test di esplorazione digito – rettale prostata?

In questo caso, al di là del fattore età (consigliato lo svolgimento dell’esame a partire dai 50-55 anni), conta molto il pregresso: questo è un esame che dovrebbe svolgersi annualmente in pazienti a rischio per genetica e familiarità, come pure in soggetti che manifestano palese difficoltà a urinare.

Ecografia transrettale

 

L’ecografia transrettale rappresenta il primo accertamento di approfondimento che ciascuno dovrebbe svolgere nel momento in cui sono stati diagnosticati problemi alla prostata in seguito ai primi due esami svolti.
La procedura appare abbastanza invasiva poichè consiste nell’introduzione rettale di una sonda (lubrificata con apposito gel) in grado di mostrare a video la morfologia della prostata e dei tessuti circostanti. In questo modo il medico, sul monitor, riesce a visualizzare eventuali malformazioni e ingrossamenti, capire se vi sono aree tumorali, definire i contorni della ghiandola, cogliere possibili stati infiammatori generalizzato o anche localizzati.

Biopsia della prostata?

Nel momento in cui si rivelano problematiche alla prostata con sospettata presenza di cellule tumorali, per avere la certezza è necessario svolgere la biopsia. Questo è l’unico esame che certifica se la ghiandola è interessata da tumore o meno. Alcuni campioni vengono prelevati dalla ghiandola prostatica allo scopo di essere analizzati in laboratorio per determinare la salute dei tessuti prostatici.

Come avviene la biopsia alla prostata?

L’esame si può svolgere secondo due modalità, entrando dal retto o dal perineo e comunque in anestesia locale, con una procedura non molto differente rispetto all’ecografia.
Sul terminale della sonda vi è la presenza di un ago il cui scopo è quello di penetrare la prostata prelevando alcuni campioni in differenti aree ritenute sospette dal medico.
Una volta ottenuti i campioni di tessuto vengono analizzati secondo il classico esame istologico, il cui scopo è quello di fornire un accertamento della tipologia di cellule. Solo così è possibile avere la certezza di presenza tumorale, cogliendone anche il relativo stato di avanzamento e stabilendo l’estensione.
Un’ulteriore sviluppo degli esami potrebbe essere una Tac Urologica, con l’obiettivo di studiare l’apparato urinario (se vi sono gravi problemi) o addirittura una tomografia computerizzata della prostata.

A che età fare gli esami alla prostata?

In condizioni normali, senza pregressi familiari e senza il manifestarsi di particolari sintomi che possano far pensare a problematiche alla prostata, è utile iniziare i controlli in un’età compresa tra i 50 e i 55 anni, considerando il limite più basso per uomini ritenuti a rischio medio, secondo il medico curante.
Se però vi è una rischiosità elevata, determinata anche da eventi genetici e familiari che hanno coinvolto i genitori o i parenti più affini (padre, fratelli, figli, zii) è utile abbassare la soglia e fissare un controllo anche a partire dai 45 anni.
Ci sono poi uomini ai quali è consigliato un esame prostatico anche dai 40 anni se, ad esempio, il padre (o un fratello) ha manifestato la presenza tumorale in età inferiore ai 60/65 anni.

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