Quali sono i fattori di rischio del tumore alla prostata?

Quali sono i fattori di rischio del tumore alla prostata?

Come per tutte le tipologie tumorali e per qualunque neoplasia, stabilire oggettivamente e con certezza le cause del cancro alla prostata non è praticamente possibile.
In compenso, è più semplice trovare quali sono i principali fattori che contribuiscono alla sua formazione, almeno stando a test e studi più o meno approfonditi: in questo caso è abbastanza facile individuare determinate informazioni, alcuni eventi e comportamenti che potrebbero risultare particolarmente stimolanti per la genesi del tumore alla prostata.

Ci sono fattori genetici, di carattere familiare, come pure importanti elementi legati all’età e allo stile di vita, all’alimentazione e al luogo in cui si vive, che si possono classificare come condizioni favorevoli alla proliferazione di cellule tumorali, associandoli al rischio di sviluppo della malattia.

Come è intuibile, alcuni di essi non dipendono direttamente dall’uomo, il quale non può far altro che accettarli per come sono (genetica, fattori ereditari, età), ma altri sono correggibili modificando semplicemente il modo di vivere, cambiando regime alimentare, variando le abitudini.

Ciò non significa, ad esempio, che un accanito fumatore e un soggetto estremamente obeso possano contrarre matematicamente il tumore alla prostata, ma che presentano una condizione tale che la probabilità di averlo possa aumentare.

Infatti la determinazione di fattori di rischio derivano unicamente da indagini statistiche che non identificano delle leggi della medicina, sebbene forniscano una chiara indicazione.
Ovviamente non c’è certezza assoluta, ma le casistiche portano a pensare che determinate variabili contribuiscano ad aiutare la diffusione del cancro alla prostata. Vediamo quali sono i fattori che, più di altri, vanno a influire negativamente sulla salute della ghiandola prostatica.

Fattori critici indipendenti dall’uomo

Ci sono situazioni in cui l’uomo non può nulla in quanto dipendenti da cause di vario tipo, come la storia, la genetica o l’etnia.

Albero genealogico, ereditarietà e data di nascita

Il tumore alla prostata può essere ereditario. Un familiare, anche nel passato, che ha avuto il cancro alla prostata potrebbe aver trasmesso i geni alle generazioni successive. In questo caso i rischi aumentano ed è bene sottoporsi a controlli più frequenti e costanti.

In questo caso l’uomo non può intervenire per modificare lo scenario, come pure nulla può fare contro la sua carta d’identità. Non è un caso che la statistica indichi l’età della persona come uno tra i principali fattori di rischio del tumore alla prostata: più l’età avanza, più è facile riscontrare casi tumorali negli uomini. Le persone oltre 65 anni hanno maggiori probabilità di contrarre la malattia.

Geografia ed etnia

Sebbene non vi siano ragioni esprimibili in maniera certa, è riscontrato che l’etnia presenta una certa incidenza sui casi di tumore alla ghiandola prostatica. I maschi del Sud America oppure gli americano filo asiatici presentano una statistica più bassa rispetto agli afro – americani o ai caraibici. I bianchi, in genere, hanno minori probabilità di morire di tumore alla prostata rispetto ad altre etnie, come pure gli asiatici e gli africani.

Chi vive in zone buie, invece, avverte mancanza di vitamina D, la quale è benefica verso la prostata: in aree geografiche in cui il sole è debole o comunque è poco presente, si registrano maggiori probabilità di malattie tumorali alla prostata, in quanto il sole favorisce l’apporto di vitamina D.

Fattori critici dipendenti dall’uomo

La maggior parte delle volte l’uomo ha per le mani il proprio destino, nel senso che con alcuni accorgimenti comportamentali, alimentari e fisici, può influire positivamente sulla sua salute.

Regime alimentare

Il consumo eccessivo di carne rossa e di formaggi particolarmente grassi sviluppa, più che in altri casi, il tumore alla prostata. Per correttezza informativa dobbiamo precisare che tale affermazione è soggetta ad approfondimento di studio, anche se i pochi dati raccolti dai laboratori farebbero credere alla veridicità del nesso tra causa e problema.

Probabilmente il concetto tiene conto del fatto che a livello generale gli eccessi alimentari portano sempre scompensi.

Allo stesso modo, anche un esagerato consumo di latte grasso potrebbe stimolare la formazione di cellule tumorali: meglio quindi propendere per latte parzialmente scremato o scremato.

Ciò che emerge è che un consumo alimentare di grassi oltre misura conduce ad un incremento direttamente proporzionale della possibilità di malattia alla prostata, sviluppando il tumore, specialmente se non ingeriscono anche le giuste quantità di frutta e verdura. Alti livelli di grassi, insieme a minimi livelli di vegetali, aumentano esponenzialmente il rischio di tumore alla prostata.
Lo stesso dicasi per la mancanza di vitamina D e per l’eccesso di calcio nell’organismo.

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