Ibuprofene funziona per la prostatite?

Ibuprofene funziona per la prostatite?

Ibuprofene: è consigliato per la prostastite?

Alzi la mano chi, almeno una volta nella vita, abbia assunto una o più compresse a base di ibuprofene. Derivato dell’acido propionico e appartenente alla schiera dei farmaci antinfiammatori non steroidei, comunemente indicati come FANS, l’Ibuprofene è largamente impiegato in medicina grazie alle sue rinomate attività analgesiche, antinfiammatorie e antipiretiche.

Il suo potere curativo e analgesico, inoltre, è riconosciuto anche come un valido alleato per il trattamento e la cura della prostatite, una delle patologie più sofferte dagli uomini e che si manifesta, generalmente, con l’avanzare dell’età. Disponibile in diverse formulazioni farmaceutiche, l’Ibuprofene può essere assunto sotto forme di compresse, sciroppo, gocce orali, gel cutaneo, sospensione orale, supposte e cerotti medicati in modo tale da agire prontamente a livello locale.

Benché l’Ibuprofene possa essere impiegato anche come unico principio attivo per la cura della prostatite, il farmaco raddoppia la sua azione laddove sia affiancato da analgesici, antinfiammatori e miorilassanti, particolarmente indicati per il trattamento delle prostatiti più complesse e aggressive.

Perché assumere Ibuprofene nel trattamento della prostatite?

Benché sia considerato uno dei farmaci più indicati per combattere i dolori e le infiammazioni derivanti dalla prostatite, sia di tipo batterico sia di tipo abatterico, l’Ibuprofene è largamente utilizzato in medicina per alleviare e tenere sotto controllo moltissimi disturbi, talvolta anche profondamente differenti gli uni dagli altri.

Qualche esempio?

Se il dolore passa da lieve a moderato, l’Ibuprofene può essere impiegato per combattere cefalee, mal di denti, dolori mestruali, dolore post-partum, traumi accidentali, malattie reumatiche, febbre e dolori osteoarticolari, torcicollo, contusioni, strappi muscolari e, ovviamente, infiammazioni di diverse entità, tra le quali si annoverano quelle che colpiscono l’apparato uro-genitale di uomini e donne. Benché la modalità di assunzione del farmaco da privilegiare, anche perché più pratica e immediata, è quella per via orale, in alcuni casi si deve necessariamente far ricorso alla somministrazione per via endovenosa, praticata esclusivamente all’interno di strutture sanitarie e ospedaliere.
L’Ibuprofene per curare i disturbi legati alla prostatite va, dunque, assunta dietro scrupoloso e attento consiglio medico e si attesta tra i farmaci più indicati per combattere gli stati infiammatori più invasivi e dolorosi.

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Quali sono i sintomi più comuni della prostatite?

Come abbiamo appena avuto modo di accennare, l’Ibuprofene è uno dei principi attivi migliori per contrastare gli stati flogistici e le infiammazioni, anche quelle più dolorose, derivanti dalla prostatite. Ma quali sono i sintomi e i segnali da non sottovalutare e che indicano un’infiammazione della prostata? Innanzitutto, è bene sottolineare come non esista un unico tipo di prostatite. La letteratura medica in materia, infatti, distingue tra:

prostatite batterica acuta generata, tendenzialmente, dai batteri che popolano l’intestino crasso e che arrivano alla prostata risalendo direttamente dall’uretra;

prostatite batterica cronica che si presenta con sintomi affini a quelli della prostatite batterica acuta con interessamento, talvolta, dell’uretra con infiammazioni più o meno intense;

prostatite cronica, di tipo infiammatorio e non infiammatorio, che si presenta con dolore pelvico costante e cronico e che, raramente, conduce alla guarigione completa;

prostatite infiammatoria asintomatica, una delle più difficili da individuare giacché si riscontra solo attraverso un esame delle urine o dello sperma.

Ad eccezione dell’ultimo tipo di prostatite descritto, la prostata infiammata porta con sé diversi disturbi che sarebbe meglio non ignorare sin dal loro insorgere proprio per evitare che una semplice infiammazione si cronicizzi al punto di rendere impossibile o altamente difficile la guarigione.

La prostatite, pertanto, si può presentare all’improvviso con dolori al basso ventre, con difficoltà nella minzione, con problematiche legate all’erezione e all’eiaculazione, accompagnata da febbre, dolori alle ossa, ai muscoli e alla schiena, con urine nel sangue e nello sperma.

Oltre a tali stati particolarmente dolorosi, la prostatite può avere effetti negativi anche in ambito sessuale e riproduttivo, generando un calo di desiderio, difficoltà e dolore nell’eiaculato, dolore durante i rapporti sessuali e, talvolta, anche infertilità se non tempestivamente diagnosticata e curata.

Come assumere l’Ibuprofene per curare la prostatite?

A seconda del tipo di infiammazione riscontrata a carico della prostata, avremo tanti tipi di cure differenti. Urologi e andrologi, però, concordano sull’assunzione di farmaci antinfiammatori non steroidei, proprio come il famigerato principio attivo dell’Ibuprofene, di analgesici ad azione rapida, dosi massicce di antibiotici, antidepressivi all’occorrenza e miorilassanti.

Quando viene diagnosticata la prostatite, infatti, i medici prescrivono un trattamento combinato di antinfiammatori e antibiotici per un primo periodo di 14 giorni proprio per andare a contrastare la presenza di batteri responsabili dell’infezione.

Per le prostatiti più severe, invece, la cura è sicuramente più lunga con trattamenti intensivi fino a 8 settimane; laddove, poi, l’infezione dovesse presentarsi particolarmente intensa e non trattabile con Ibuprofene e antibiotici, il medico consiglierà al paziente un periodo di ospedalizzazione e una terapia antibiotica più invasiva e per via endovenosa.

Dotato di potere antinfiammatorio, analgesico e antipiretico, l’Ibuprofene inibisce la ciclossigenasi e impedisce la successiva sintesi delle prostaglandine, considerate tra le principali responsabili di febbre, infiammazioni e dolori.

Come abbiamo avuto già modo di anticipare, il principio attivo dell’Ibuprofene è disponibile in compresse, supposte, soluzioni locali e soluzioni iniettabili per via endovenosa: a seconda del tipo specifico di infiammazione da curare, diversa sarà la forma farmaceutica prescelta.

Le compresse e le gocce orali, però, si rivelano quelle più idonee allo scopo: la quantità di principio attivo da assumere, pertanto, varierà a seconda del peso, del sesso, dell’età e della patologia del paziente da trattare. Oltre all’assunzione dei farmaci appena descritti, l’uro-andrologo potrà prescrivere al paziente un periodo di riposo a letto e l’astensione da attività che possano causare una contrattura della “muscolatura pelvica e perineale“.

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