Il colesterolo è pericoloso per la prostata?

Il colesterolo è pericoloso per la prostata?

Tra i tanti problemi del colesterolo cattivo non vi è solo quello relativo all’obesità e al rischio di sviluppare patologie serie di natura cardiovascolare. Anche la prostata può risentirne negativamente. Il colesterolo alto, pertanto, è pericoloso per la prostata. Aumentano i rischi di andare incontro a tumore alla prostata, a stati infiammatori e all’iperplasia prostatica benigna.

Colesterolo e dieta ricca di grassi sono un mix letale per la prostata

Il colesterolo alto e una dieta ricca di grassi incidono negativamente sul corretto funzionamento della prostata. Il legame in oggetto è davvero pericoloso e non occorre mai prenderlo sotto gamba, perché vi sono seri rischi di andare incontro a uno stato di iperplasia benigna, vale a dire l’ingrossamento della prostata, o negli scenari peggiori a un cancro.

In caso di colesterolo alto, inoltre, si rischiano seriamente infiammazioni croniche alla prostata.

Vi sono alcuni studi che accertano questa questione. Ne presentiamo due in rapida carrellata, volti a spiegare come i cibi grassi andrebbero ridotti al minimo in un regime alimentare, affinché la prostata funzioni al meglio anche nel corso degli anni.

Studio I

La prima ricerca è stata pubblicata nel febbraio del 2018 sulla rivista Prostate. Su un campione di 36.000 uomini, di età dai 40 ai 99 anni, ben 9.000 avevano il colesterolo alto. Questi sono stati tenuti sotto osservazione per un lasso di tempo compreso tra 1 e 14 anni. I dati erano stati archiviati all’interno del Taiwan National Health Insurance Database dal gennaio del 2000 sino al dicembre del 2013.

Cosa è venuto fuori? In questo lungo intervallo di tempo, i ricercatori hanno avuto modo di constatare come i maschi sono molto tendenti a mantenere livelli di colesterolo alto. Problemi come l’ipercolesterolemia o l’ipelipidemia erano particolarmente ricorrenti per via di un eccessivo consumo di cibi particolarmente grassi.

Il risultato è che questi soggetti avevano il 25% di probabilità in più di ritrovarsi a distanza di anni un evidente ingrossamento della prostata. Di questi, il 13% erano esposti a rischi di iperlipidemia. Una soglia inferiore al 6%, invece, presentava livelli di colesterolo rientranti nella norma.

Il risultato è meritevole davvero di attenzione, soprattutto se si tiene in considerazione il fatto che l’ingrossamento della prostata riguarda circa il 10% di uomini sino a 40 anni di età e quasi l’80% di coloro che hanno oltrepassato la soglia degli 80 anni. Questi sono i dati provenienti dalla Società Italiana di Urologia (SIU). Per ciò che concerne l’ipelidemia, invece, il 34% degli uomini ne è direttamente interessato. Nel caso del colesterolo cattivo, si arriva a percentuali che sfiorano il 68%.

Studio II

Le novità, però, non si esauriscono qui. Una seconda ricerca effettuata in Germania e pubblicata nel 2017 su Oncotarget, metteva in evidenza come il colesterolo alto in concomitanza a una terapia incentrata sulle statine, potrebbe arrecare seri danni alla prostata. I rischi di tumori alla prostata, alcuni dei quali in forme particolarmente aggressive, tenderebbero ad aumentare.

Il campione di questo studio è stato costituito da 767 uomini con tumore alla prostata, in attesa di prostatectomia radicale. Fra questi, i pazienti affetti da ipercolesterolemia presentavano un’incidenza che oltrepassava i 37 punti percentuali per quanto riguardava l’avanzamento di cancro alla prostata. In 19 casi su 100, si registrava anche il coinvolgimento linfonodale.

Alimenti tampone e il loro ruolo strategico per migliorare il funzionamento della prostata: ecco quali inserire nel proprio regime alimentare

L’ingrossamento della prostata è un problema che necessita di un trattamento farmacologico da definire con uno specialista. Tuttavia, una corretta alimentazione si dimostra un’alleata davvero ottimale. Vi sono svariati alimenti tampone che si dimostrano eccelsi nel ridurre i problemi connessi alla glicemia e nel lenire le infiammazioni alla prostata. Il bilanciato rapporto fra Omega-3 e Omega-6 deve essere necessariamente impostato a monte, nel momento in cui viene definito con il supporto di uno specialista il nuovo regime dietetico.

Acidi grassi saturi e polinsaturi, grassi e zuccheri vanno ridotti non solo per abbassare sensibilmente i livelli di colesterolo, ma soprattutto per migliorare il proprio stile di vita. E chi soffre di disturbi alle vie urinarie o di disfunzione erettile può trarne davvero importanti benefici al riguardo.

Tra gli alimenti tampone, particolarmente degni di menzione speciale, vanno citati i pomodori cotti, in quanto ricchi di licopene. Poi, l’olio di pesce, i crostacei, il pesce azzurro, l’olio extravergine di oliva, il riso, le rape, i finocchi, le zucchine, la cicoria, la crema di riso e i cavoli. Gran parte di questi cibi sono essenziali nella dieta mediterranea.

Tra gli integratori utili invece a base di ingredienti naturali abbiamo il Prostatricum.

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Conclusioni

Da autorevoli ricerche come quelle presentate all’interno di questo articolo, viene fuori che il colesterolo alto si dimostra un evidente fattore di rischio per la prostata. Come occorre regolarsi? In primo luogo, correggere la dieta quanto più tempestivamente possibile, riducendo al minimo l’assunzione di cibi grassi e ricchi di zuccheri è una mossa decisiva. Bisogna stare alla larga da cibi fritti, formaggi grassi, dolci, insaccati, uova, farine raffinate, oltre che da bevande alcoliche e zuccherate. Inoltre, in riferimento a tutti quegli alimenti che contengono Omega-6 è bene contenerne i quantitativi. I motivi di fondo vanno ricercati nel fatto che operano in estrema sintesi come dei veri e propri co-fattori nelle infiammazioni della prostata.

La stagione estiva è il periodo ideale per cambiare il proprio regime alimentare: preferire l carne bianca a quella rossa, prediligere l’assunzione di pesce, aumentare i quantitativi di frutta, verdura, legumi, cereali e tè verde può essere un passaggio fondamentale per scacciare l’ombra del colesterolo alto e i problemi alla prostata.

L’ingrossamento della prostata, pertanto, è un problema che può essere tenuto sotto controllo e poi curato anche con una dieta perfettamente bilanciata e con ottime abitudini a tavola. Pertanto, al quesito inerente al fatto che il colesterolo alto possa fare male alla prostata, la risposta è ovviamente positiva.

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