L'aglio fa bene per la Prostata

L’aglio fa bene per la Prostata?

La storia dell’aglio

Uno degli ingredienti segreti della cucina italiana, amatissimo in tutto mondo, l’aglio ha un’origine antica anche se incerta: alcuni credono sia nato in Italia, precisamente in Sicilia, mentre altri pensano che sia l’Egitto ad averlo esportato in tutto il mondo. Quello che si sa per certo è che l’unico aglio ad essere stato reperito allo stato selvatico si trovasse in Cina. Ad oggi viene utilizzato in particolar modo nella cucina per insaporire salse, cibarie e manicaretti ma pochi conoscono utilizzo dell’aglio nella medicina popolare.

Questa pianta è ricca di solforati come l’allicina, il suo composto più importante. L’allicina è la responsabile del cattivo odore dell’aglio e viene inattivata in seguito alla cottura, proprio per questo motivo l’aglio cotto ha un odore molto più delicato rispetto a quello crudo, stesso discorso vale per il sapore. Per beneficiare del principio attivo dell’aglio però è necessario che l’aglio sia crudo così da espletare il maggior numero di attività fisiologiche. I grandi autori greci come Ippocrate e Aristotele commentavano il diffuso uso terapeutico dell’aglio 5000 anni fa, non sorprende che sia uno degli elementi cardine per la medicina cinese, ayurvedica ed egiziana. Le sue attività sono tante dall’antiaggregante piastrinica all’antipertensiva, da quella antibatterica ad antifungina, fino all’azione antiossidante.

Le proprietà dell’aglio sulla prostata

La natura è ricca di doni preziosi per la salute dell’essere umano, è risaputo, ma che l’aglio abbia un effetto positivo sulla prostata è una novità che nessuno si aspetterebbe mai. I motivi che legano aglio e prostata in maniera indissolubile sono da ricercarsi nei principi attivi e nel loro effetto antibiotico.

Non sorprende che nel passato, fin dal primo secolo d.C., l’aglio venisse utilizzato per curare qualsiasi tipo di infezione. Le proprietà antibiotiche sono a largo spettro, ovvero riescono a curare diversi tipi di contaminazioni batteriche. Tra i benefici di questo alimento, si sa che l’aglio ha un effetto positivo sulla digestione perché va a promuovere e ripristinare la flotta batterica, riduce la pressione sanguigna e il colesterolo, migliora la funzionalità dell’apparato respiratorio in quanto è un espettorante e quindi elimina il catarro migliorando tosse e sinusite, infine è un immunostimolante ovvero aumenta le difese del sistema immunitario e le condizioni in generale dell’organismo.

A differenza dell’antibiotico farmacologico, l’aglio non è sensibilizzante e questo significa che l’essere umano può assumere delle porzioni di aglio in maniera quotidiana riuscendo a godere sempre del suo effetto antibiotico. In poche parole, un soggetto immunodepresso che assume una terapia antibiotica è costretto a fermarla dopo un certo periodo di tempo per non desensibilizzare il suo organismo e rendere vano l’effetto dell’antibiotico. Con l’aglio invece non sopraggiunge questa problematica e sono molti i medici a consigliare la sua assunzione dopo una terapia farmacologica antibiotica per ripristinare la flora batterica.

Perché fa bene alla prostata?

Cerchiamo adesso di capire perché c’è un legame tra aglio e prostata. Essendo quest’ultima una ghiandola si infiamma come la maggior parte degli organi umani, con una sintomatologia tipica come febbre, dolore durante la minzione, difficoltà a urinare, eccetera. A volte questa patologia può anche aggravarsi e cronicizzare episodi più o meno gravi. L’utilizzo dell’ aglio è indicato per la prevenzione della prostata ma anche per curare la prostatite, specialmente quando l’infezione è di origine batterica, proprio per sfruttare pienamente il potere antibiotico naturale dell’aglio e ridurre l’infezione. Non bisogna sottovalutare il peso dell’alimentazione nel raggiungimento di un obiettivo di salute.

L’aglio può essere utilizzato in maniera preventiva, utilizzandone una piccola porzione quotidiana o sotto forma di integratore alimentare. Sarà ovviamente il medico a indirizzare il soggetto verso la terapia migliore per le sue esigenze, non dimenticando che utilizzare o non utilizzare l’aglio è a discrezione del soggetto che può quindi decidere di incrementare l’azione di un antibiotico con un piccolo aiuto in più.

INTEGRATORE ALIMENTARE CONSIGLIATO

 

Gli studi compiuti in merito

Esistono diversi studi atti a ricercare un’attinenza tra aglio e prostata e tutti sono ottimisti. Una delle indagini più interessanti è quella del National Cancer Institute che ha compiuto una ricerca su 709 uomini di cui 238 ammalati e 471 sani. L’istituto li ha sottoposti a un regime alimentare che comprendeva 10 grammi di aglio e cipolla quotidiani, i risultati sono stati impensabili in quanto hanno riscontrato un netto miglioramento delle condizioni della prostata in entrambi i gruppi.

La ricerca è stata condotta da Ann Hising che ha ribadito l’importanza dell’aglio nel prevenire i tumori con una riduzione del rischio di cancro alla prostata di circa il 50%. L’aglio è una delle sostanze più studiate nella medicina perché le sue proprietà benefiche non sono delle semplici ipotesi ma delle realtà conclamate. Oltre alla prevenzione del rischio di tumore, l’aglio ha proprietà antinfiammatorie, antibatteriche e antiossidanti perciò il suo utilizzo è consigliatissimo considerando che si tratta di un ingrediente così comune. Oltre all’allicina c’è anche l’arginina, il selenio, la quercetina, i flavonoidi che agiscono insieme per contrastare le infiammazioni e lo sviluppo dei tumori. Il National Cancer Institute suggerisce di consumare uno spicchio di aglio al giorno da mangiare crudo in modo che i principi attivi non vengano inattivati a seguito della cottura.

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Come assumere l’aglio

Per tutte quelle persone che non riescono a mangiare l’aglio crudo ma non vogliono sacrificare la loro dose di salute, in commercio sono presenti moltissimi preparati che mantengono e preservano tutti i principi attivi dell’aglio. Prima dell’acquisto è bene controllare la percentuale di allicina, maggiore sarà questo parametro e più efficace sarà l’integratore. Essendo l’aglio un ingrediente che ha come effetto collaterale la nausea, il vomito, la diarrea e l’irritazione dello stomaco è bene non aumentare le dosi per evitare tutti questi effetti collaterali. In linea generale è meglio non eccedere con l’assunzione di aglio fresco, basteranno circa 5-10 G al giorno; a scopo preventivo può essere utilizzato per periodi di almeno tre settimane a cui vanno susseguite due settimane di stop.

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