Levoxacin funziona per la prostatite?

Levoxacin funziona per la prostatite?

Levoxacin: quali benefici per la prostatite?

Appartenente alla schiera degli antibiotici e a base di una sostanza chiamata Levofloxacina, Levoxacin è un farmaco largamente impiegato per combattere le infezioni batteriche e, dunque, considerato un valido supporto medico per il trattamento della prostatite.

Il Levoxacin è un antibiotico chinolonico, anche se sarebbe più opportuno classificarlo come chemioterapico giacché i chinoloni costituiscono un’importante categoria di principi attivi e molecole ottenuti a seguito di sintesi chimica. Essi, pertanto, hanno lo scopo di colpire i due principali enzimi coinvolti nel “processo di replicazione” del DNA, la DNA girasi e la Topoisomerasi IV, andando a influire direttamente sui soli enzimi batterici e provocando, di tal guisa, la morte della sola cellula batterica infettata.

Il trattamento a base di Levoxacin per curare la prostatite può durare diverse settimane, con cure prolungate nel caso di prostatiti particolarmente invasive e ormai divenute croniche. Dopo ogni settimana di trattamento, pertanto, il medico può prescrivere un’urinocultura completa per valutare il decorso della malattia.

Che cos’è la prostatite e perché curarla con Levoxacin

Quando in medicina si utilizza il termine prostatite ci si riferisce a un’infiammazione, più o meno intensa, a carico della prostata, quella piccola ghiandola localizzata sotto la vescica e responsabile della produzione del liquido prostatico.

Diagnosticare una prostatite non è sempre facile o immediato: il suo esordio, infatti, può verificarsi con un dolore forte e acuto, con difficoltà a urinare, con un’emissione particolarmente lenta di urina, con eiaculazioni dolorose e, talvolta, di scarsa entità.

Alcuni fattori eziologici della prostatite restano ancora oggetto di studi approfonditi ma la maggior parte degli esami condotti in materia ravvisa nelle infezioni batteriche le cause più probabili dell’insorgere della malattia.

La prostatite, inoltre, può essere di tipo batterico o abatterico e per una diagnosi quanto più precisa possibile, oltre all’inevitabile controllo dall’andrologo o dall’urologo, si prescrive come necessario un esame microscopico e un’urinocoltura ottenuta prima e dopo il massaggio prostatico. Ma qual è la differenza tra i due tipi di prostatite?

Mentre la prostatite di tipo batterico è conseguente all’azione di agenti patogeni urinari tipici come l’Escherichia coli e la Chlamydia, quella abatterica, a sua volta, può essere infiammatoria e non infiammatoria e appare legata all’incompleto rilasciamento dello sfintere urinario. Ecco perché non sempre si può giungere immediatamente a una diagnosi conclamata di prostatite: soprattutto quando essa è asintomatica, infatti, i fattori predisponenti possono essere rintracciati in uno stile di vita poco sano, nello stress, in lesioni traumatiche, in disordini immunitari di vario genere e nella compressione della prostata da parte di altri tessuti.

Il Levoxacin agisce a livello locale e anche in maniera piuttosto rapida, alleviando i dolori al basso ventre, riducendo il fastidio legato alla minzione e all’eiaculazione, con benefici riscontrati anche in ordine alla regolarizzazione della defecazione e all’attenuazione del dolore durante i rapporti sessuali. Ai pazienti affetti da prostatite il medico, oltre all’assunzione di Levoxacin, può consigliare un periodo di riposo a letto, magari in posizione supina e aggiungere al trattamento antibiotico anche una cura a base di farmaci analgesici, ansiolitici e miorilassanti.

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Come si assume il Levoxacin?

Considerato uno degli antibiotici migliori per combattere le prostatiti e tutti gli stati infiammatori connessi a problemi di tipo uro-genitale, Levoxacin esplica la sua azione anche per il trattamento delle infezioni dei seni facciali, della pelle e dei tessuti sottocutanei, dei muscoli e dei polmoni.

Per le prostatiti e per le infezioni della vescica e delle vie urinarie in generale la dose di Levoxacin consigliata è di una compressa da 500 mg una volta al giorno oppure due compresse da 250 mg due volte al giorno. Le compresse devono essere assunte assolutamente intere con un bicchiere colmo d’acqua lontano dai pasti oppure proprio mentre si sta pranzando o cenando.

Cosa c’è da sapere prima di assumere Levoxacin?

Come ogni farmaco che si rispecchi, soprattutto in considerazione della sua classificazione come antibiotico e chemioterapico, Levoxacin deve essere assunto solo a seguito di regolare controllo medico. In particolare, infatti, il trattamento a base di Levoxacin deve essere iniziato con cautela dai pazienti che hanno più di 60 anni, se si stanno contemporaneamente assumendo farmaci corticosteroidi, se sono stati riscontrati nel passato episodi di disturbi mentali oppure di crisi epilettiche, se si è già in cura per problemi renali o cardiaci.

In questi casi, infatti, il medico potrebbe preliminarmente chiedere un check up completo di analisi del sangue, delle urine, un elettrocardiogramma, una diretta renale e un’ecografia della prostata.

Come si è già avuto modo di vedere, inoltre, il trattamento a base di Levoxacin per la cura della prostatite potrebbe protrarsi anche per diverse settimane e, pertanto, alcuni pazienti potrebbero ritrovarsi costretti a cambiare stile di vita, di alimentazione e a dover informare il medico nel caso di assunzione di altri farmaci che potrebbero interferire con l’azione dell’antibiotico. In particolare, infatti, se l’azione concomitante di Levoxacin e di farmaci corticosteroidi potrebbe condurre a un’infiammazione dei tendini, quella combinata di Levoxacin-warfarin e di farmaci a base di teofillina potrebbe generare un’emorragia, a seguito di una maggiore fluidificazione del sangue oppure un accesso epilettico.

Benché il trattamento a base di Levoxacin sia considerato uno dei più validi per la cura della prostatite, sia di tipo batterico sia di tipo abatterico, esso va immediatamente sospeso, sempre a seguito di consulto medico, laddove il fisico inizi a rispondere negativamente con battiti accelerati, stati ansiosi, cefalee ricorrenti, febbre alta, difficoltà respiratorie, di erezione, crampi allo stomaco, abbassamento della vista, convulsioni e infiammazioni, più o meno severe, a carico dei tendini.

Il medico, laddove si riscontrasse uno o più dei suddetti disturbi, può dimezzare la dose oppure sospendere temporaneamente il trattamento. La maggior parte degli effetti indesiderati, però, si rivela del tutto transitoria, aiutando il paziente a combattere efficacemente la prostatite senza recidive.

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