antinfiammatorio per prostatite

Miglior antinfiammatorio per prostatite

Antinfiammatori e prostatite: un legame indissolubile

I soggetti di sesso maschile, soprattutto di età superiore ai 30 anni, lo sanno benissimo: la prostatite è una delle patologie del tratto uro-genitale più diffuse e dolorose in assoluto. Consistente in un’infiammazione della ghiandola prostatica, la prostatite non è sempre diagnosticabile in modo tempestivo. Benché, spesso, sia accompagnata da sintomi ultronei quali febbre, vomito, dolori alle ossa, difficoltà di minzione e di erezione, la prostatite può insorgere in maniera completamente asintomatica e l’unico modo per giungere a una cura è recarsi dall’uro-andrologo per un controllo di routine.

Attraverso un esame del sangue, delle urine e dell’eiaculato, grazie a uno spermiogramma e a un massaggio prostatico, il medico potrà diagnosticare la prostatite e, a seconda del grado più o meno severo di infiammazione, potrà prescrivere gli antinfiammatori e gli antibiotici più adatti al caso concreto. Ma quali sono i segnali da non sottovalutare per scoprire di essere affetti da prostatite?

A proposito di prostatite: tutto quello che c’è da sapere

In medicina si ricorre al termine “prostatite” per evidenziare un’infiammazione, più o meno intensa, a carico della prostata, la ghiandola più grande del sistema riproduttivo maschile. La prostata, andando più nello specifico, è incaricata della produzione del secreto prostatico, quel liquido che, durante l’eiaculazione, si mescola allo sperma proveniente dai testicoli, dando poi origine al liquido seminale.
Di forma piccola e piuttosto rotonda, la prostata si localizza a livello delle pelvi, tra la vescica e il retto. Quando essa s’infiamma – e ciò, è bene sottolinearlo, può avvenire per le più svariate cause – può portare con sé febbre, dolori di varia natura, sangue nelle urine e nell’eiaculato, difficoltà nella minzione e durante l’eiaculazione, rapporti sessuali di breve intensità accompagnati, di sovente, da dolore e bruciore.

A seconda del tipo di prostatite individuata, inoltre, si distingue tra:

prostatite batterica acuta, caratterizzata da dolore pelvico perineale associato alla comparsa improvvisa di bruciore durante la minzione, febbre alta, ritenzione urinaria o, al contrario, un urgente bisogno di urinare;
prostatite batterica cronica, caratterizzata da recidive, anche piuttosto importanti, che coinvolgono l’intero tratto urinario;
prostatite non batterica, considerata una delle più debilitanti e più difficili da diagnosticare, comprendente una serie di svariati sintomi quale dolore pelvico decisamente intenso, eiaculazione precoce, disfunzioni erettili, forte dolore prima e dopo l’eiaculazione, riduzione del getto urinario e urgenza minzionale, soprattutto notturna;
prostatite infiammatoria di tipo asintomatico che, come sottolinea la stessa dicitura medica, non è accompagnata da alcun sintomo evidente ed è riscontrabile attraverso una biopsia del tessuto prostatico. La prostata, in questo caso, però, si presenta ingrossata e più sensibile al tatto.

Dopo un accurato esame dall’uro-andrologo, il medico può suggerire un’analisi ancora più approfondita proprio allo scopo di prescrivere l’antinfiammatorio o l’antibiotico migliore per il paziente.
Per mantenere la prostata sempre in ottima salute, dunque, oltre a uno stile di vita salutare, sarebbe opportuno avere rapporti sessuali frequenti e protetti, soprattutto nel caso di partner occasionali e non fissi, controllare attentamente il flusso dell’urina e informare immediatamente il medico laddove si riscontrassero una o più anomalie, quali cattivo odore delle urine o dell’eiaculato, sangue, difficoltà a urinare oppure, al contrario, ricorrere al bagno sempre più spesso durante la notte e dolore a seguito dell’eiaculazione.

Quali sono i migliori antinfiammatori per la prostatite?

Ora che abbiamo visto tutto ciò che c’è da sapere a proposito della prostata, della sua importanza e della sua funzionalità, cerchiamo di capire quali farmaci utilizzare per ridurre e combattere la prostatite. Come abbiamo avuto già modo di anticipare, antibiotici e antinfiammatori sono considerati i trattamenti medicali più utili e performanti per raggiungere immediatamente lo scopo. In medicina, ovviamente, esistono diversi tipi di antinfiammatorio: quali sono i migliori da utilizzare per la cura della prostatite? Per calmare il bruciore e alleviare il fastidio, i farmaci antinfiammatori non steroidei, comunemente definiti FANS, sono largamente impiegati per diminuire tutte le molecole causa dell’infiammazione.

Ma come funzionano specificamente i FANS? Il meccanismo d’azione che accomuna tutti i FANS consiste nel blocco della sintesi delle prostaglandine direttamente coinvolte nel processo infiammatorio attraverso l’inibizione dell’enzima ciclossigenasi. Quest’ultimo, infatti, è deputato alla conversione dell’acido arachidonico in prostaglandine della serie 2 e trombossano A2.
Gli antinfiammatori non steroidei sono classificati a seconda della struttura chimica e, pertanto, è possibile trovare:

salicilati, tra i quali rientra la famosissima Aspirina, hanno potere antipiretico e analgesico e sono largamente impiegati per combattere stati flogistici di varia natura, prevenendo la formazione di coaguli di sangue;

acidi arilalcanoici ed eteroarilpropionici, i più studiati e diffusi in medicina, ai quali appartengono i principi attivi del diclofenac, l’indometacina – particolarmente indicata per la sua attività analgesica, stimata circa dieci volte superiore a quella dell’acido acetilsalicilico – l’ibuprofene, disponibile in farmaci che non necessitano la prescrizione medica, il ketoprofene e il naprossene, ben tollerati a livello gastrico;

acidi fenamici, disponibili esclusivamente sotto forma di creme cutanee;

oxicami, quali il piroxicam, il meloxicam; il tenoxicam, il lornoxicam e il cinnoxicam, antinfiammatori di tipo non steroidei non carbossilici, potenti ma ben tollerati dall’organismo.

In alcuni casi, soprattutto in presenza di una prostatite di tipo batterico, il medico potrebbe suggerire, in aggiunta agli antinfiammatori, anche l’assunzione di antibiotici con farmaci liposolubili, tra i più utili per penetrare nella prostata, quali il trimetoprim-sulfametoxasolo e i fluorochinoloni. La terapia antibiotica, mirata e studiata proprio per andare immediatamente all’attacco dell’infezione, viene suggerita dal medico sulla base dell’identificazione specifico del batterio che causa la prostatite. La terapia combinata di antinfiammatori e antibiotici non dovrebbe durare meno di 4 settimane e può essere estesa fino a 6-8 settimane.

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