Migliori antibiotici per curare la prostata

Migliori antibiotici per curare la prostata

Prostatite e altre patologie

La prostata è una ghiandola dell’apparato riproduttivo maschile ed è importante in quanto produce il liquido prostatico che farà poi parte dello sperma durante l’eiaculazione. Ci sono diverse patologie che subentrano a carico di questo organo che possono avere una gravità varia a seconda del caso: purtroppo le malattie prostatiche sono comunissime, specialmente quando l’uomo comincia ad avere una certa età e la prostata tende a arrossarsi, ingrossarsi, infiammarsi o a provocare alcuni disturbi durante la minzione e l’erezione.

Per capire quindi quale sia il problema principale è necessario sottoporsi a una visita medica in modo da effettuare una diagnosi differenziale e capire come risolvere al più presto. Le patologie più conosciute sono l’ipertrofia prostatica benigna e la prostatite, nel primo caso la prostata aumenta di volume e si infiamma, con a carico la formazione di cellule neoplastiche, mentre per la prostatite si ha un’infiammazione, un’infezione e in alcuni casi un cancro maligno dell’organo.

Nel rapporto con gli antibiotici quella che interessa è la prostatite che può dividersi batterica o abatterica: la differenza è comprensibile in quanto la prostatite batterica è causata dalla proliferazione di microrganismi che colpiscono la prostata e provocano sintomi quali febbre, dolore, minzione dolorosa, lombalgie, brividi e malessere generale. Quando invece abbiamo una prostatite abatterica c’è un dolore cronico con spasmi della muscolatura della prostata e disturbi della minzione. Le cause sono imputabili a continui sforzi, sovraccarico da sport, stenosi uretrale, ecc.

Quando curare con gli antibiotici

La terapia antibiotica viene prescritta quando c’è un’evidente carica batterica all’interno della prostata per cui è doveroso ridurre tale presenza e aiutare il sistema immunitario a difendere l’organismo dalla suddetta infezione.

È naturale che nel caso di una prostatite abatterica sia completamente inutile proporre una terapia antibiotica ma anzi si farebbero più danni che altro. Allo stesso modo anche nelle ipertrofie non viene prescritto l’antibiotico in prima istanza ma viene proposto prima di tutto un antinfiammatorio in modo da diminuire la dimensione della prostata e cercare di risolvere nel modo più semplice possibile. L’antibiotico diventa quindi l’alleato ideale qualora se ne presenti la condizione scatenante ovvero un’infezione da batteri che deve essere debellata.

Bisogna anche prendere in considerazione se la prostatite batterica è acuta o cronica e poi i tipi di agenti patogeni che colpiscono perché può esserci Clamidia cosi come Escherichia Coli o altri microrganismi. Sarà quindi il medico a procedere con la diagnosi migliore dopo il massaggio prostatico e l’esame delle urine. In alcuni casi potrebbe anche esserci un antibiogramma in modo da capire quale antibiotico sia il migliore per debellare del tutto l’infezione.

Quali sono i migliori antibiotici per curare la prostata

Nel caso della prostatite batterica acuta gli antibiotici che vengono assegnati con maggior frequenza sono i fluorochinolonici come ad esempio la ciprofloxacina. Questa funziona per una grande varietà di infezioni tra cui quelle urinarie e dei testicoli, motivo per cui rappresenta la prima scelta per i soggetti maschili con problemi all’apparato uro-genitale. La ciprofloxacina in particolar modo dà pieno supporto al sistema immunitario, specialmente nei casi con deficit di globuli bianchi.

Nelle infezioni particolarmente gravi, viene prescritto anche un altro antibiotico. Il trattamento può durare anche due mesi perché la forma acuta provoca la formazione di un biofilm, una sorta di muro che molti antibiotici non riescono a distruggere, rendendo quindi vana la terapia.

I fluorochinolonici sono i migliori nel combattere il biofilm e nell’evitare recidive, a patto però di usarli per lungo tempo. Anche l’ofloxacina è un antibiotico utilizzato per la prostatite batterica, questo appartiene alla classe dei chinoloni e riesce a insediarsi all’interno della ghiandola prostatica e a espletare un buon raggio di azione contro i batteri.

In alcuni casi possono essere utilizzati antibiotici ad ampio spettro per via endovenosa come la classica penicillina.

Questa scelta si rivela particolarmente essenziale nei soggetti ospedalizzati e con rischio di sepsi. Quando invece la prostatite è causata da Clamidia, l’antibiotico d’elezione è l’azitromicina, con tassi di guarigione simili a quelli ottenuto con ciprofloxacina. Anche le cefalosporine possono essere indicata in una terapia antibiotica ad ampio spettro, sia per le prostatiti acute sia croniche, ma ciò viene fatto quando l’agente patogeno è uno Pseudomonas Aeruginosa, per un periodo di 14 giorni.

Alternative agli antibiotici

Per chi invece cerca prodotti naturali che non siano antibiotici, esistono diversi integratori naturali come il Prostatricum. Attenzione che c’è una bella differenza nell’usare integratori al posto di antibiotici, quindi chiaramente dipende sempre dal problema che si ha ed è sempre opportuno sentire prima il parere medico.

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Come scegliere il miglior antibiotico?

È necessario sottoporsi a una visita medica per poter capire quale sia il miglior antibiotico per la prostatite, questo perché una terapia sbagliata potrebbe portare a pericolosi effetti collaterali come disturbi neurologici, rottura del tendine di Achille, danni sulla fertilità e molto altro ancora.

Il focus per azzeccare la diagnosi è quindi l’esame delle urine, qui infatti può essere isolato l’agente patogeno e in base a questo stilare una terapia antibiotica capace di debellarlo. In seguito l’antibiogramma darà ulteriori indicazioni sul miglior antibiotico da utilizzare perché ogni batterio infatti si comporta in maniera unica e ciò può portare un decorso differente della prostatite. Il consiglio quindi è evitare di assumere pasticche a caso ma rivolgersi sempre a un professionista del settore, anche in quei casi in cui si è già avuta la prostatite in passato e si può pensare di fare la stessa cura. I batteri possono infatti cambiare nel corso del tempo rendendo vana la terapia.

Oltre alle controindicazioni di ogni singolo farmaco, è doveroso pensare alla questione anche da un altro punto di vista: debellare un’infezione marginalmente è il lasciapassare verso una vita fatta di continue recidive con conseguente cronicizzazione della prostatite. Ciò significa che si predispone il corpo a una serie di problematiche importanti e a continue terapie, motivo per cui è fondamentale richiesta l’aiuto di un medico serio e specializzato nel trattamento delle patologie della prostata.

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