migliori Farmaci per la Prostata

Migliori Farmaci per la Prostata

Che cos’é la prostrata?

Pur essendo di piccole dimensioni, la prostata è una ghiandola che svolge nell’uomo numerose funzioni molto importanti poiché fa parte sia dell’apparato urinario sia di quello genitale, data la sua posizione anatomica che interessa entrambi i distretti.

In condizioni fisiologiche essa presenta una forma arrotondata e ovoidale terminante con una punta; la sua larghezza è solitamente di 4 centimetri e lo spessore può arrivare fino a 3 centimetri.

A seconda delle differenti conformazioni corporee, questa ghiandola può avere dimensioni di una noce oppure più grandi, analoghe a quelle di una piccola mela.

Localizzata inferiormente alla vescica, la prostata viene attraversata dal canale uretrale, un condotto che svolge il compito di consentire la fuoriuscita dal liquido seminale e dell’urina.

Dal punto di vista istologico la sua struttura comprende:
– capsula prostatica
formata da numerose fibre connettivali;
– strato ghiandolare
costituito da cellule attivamente secernenti il liquido prostatico;
– fibre muscolari
che regolano il flusso di urina e di eiaculato;
– cellule fibrose
il cui ruolo è quello di sostenere tutto lo stroma.

In posizione adiacente alla prostata si trovano alcune importanti strutture anatomiche, che sono:
– vasi deferenti
sono piccoli condotti che trasportano il liquido spermatico dai testicoli verso le vescichette seminali;
– vescicole seminali
sono deputate alla produzione dello sperma;
– fibre muscolari;
– fibre nervose.

Quali sono le funzioni della prostata?

Le funzioni della prostata sono collegabili alla sua struttura istologica costituita da tre strati ben definiti, ognuno dei quali svolge un diverso ruolo fisiologico nell’organismo.

– Strato periferico
costituisce la porzione di maggiori dimensioni, localizzata vicino all’intestino retto, e pertanto facilmente palpabile dall’urologo durante la fase di esplorazione digitale che si realizza durante le visite di controllo.

– Strato di transizione
rappresenta la zona centrale della ghiandola ed è la parte più soggetta a trasformazioni collegate all’età; infatti dai 50 anni può arrivare a raddoppiare il suo volume in caso di IPB (Ipertrofia Prostatica Benigna).

– Strato centrale
comprende la parte più interna della prostata, che circonda il condotto uretrale e il cui spessore è nettamente inferiore se paragonato a quello degli altri strati.

Il funzionamento della ghiandola è riconducibile alla produzione del liquido prostatico che fa parte dell’eiaculato maschie, contribuendo ad assicurare maggiore vitalità agli spermatozoi.

Infatti i costituenti di questo secreto offrono un substrato ottimale alle cellule seminali, che di conseguenza riescono a mostrarsi più vitali e con una sopravvivenza più lunga.

Il liquido prostatico è ricchissimo di sali minerali e di molecole proteiche, la cui funzione è appunto quella di nutrire gli spermatozoi dopo che essi sono stati secreti a livello testicolare.

Un’altra fondamentale funzione di questa ghiandola è quella di controllare il flusso urinario dato che le fibre muscolari che circondano l’uretra si contraggono per rallentare il processo della minzione, oppure si rilassano per aumentarlo.

Quali sono le principali patologie della prostata?

Le malattie della prostata possono essere di natura infiammatoria (prostatiti) oppure conseguenti a un aumento di volume ghiandolare (Ipertrofia Prostatica Benigna chiamata più semplicemente IPB).

Nel primo caso, gli agenti patogeni responsabili dei processi flogistici appartengono, nella maggior parte dei casi, alla classe dei batteri, e in misura minore a quella dei miceti (Candida Albicans).

Nel secondo caso, il disturbo si manifesta con un aumento volumetrico della ghiandola, che di norma si verifica dai 40 anni in poi, per arrivare a interessare quasi 80% degli uomini oltre i 70 anni.

Il carcinoma prostatico è una neoplasia che può insorgere a qualsiasi età, anche nei giovani, sebbene la maggiore epidemiologia si riferisce a soggetti anziani.

Dato che si tratta di una neoplasia che non comporta quasi mai alcun sintomo, è piuttosto difficile diagnosticarla tempestivamente; per questo motivo risulta di fondamentale importanza lo screening per il tumore prostatico consistente nel dosaggio del PSA (Antigene Prostatico Specifico) e nella visita urologica con esplorazione rettale, de effettuarsi regolarmente con frequenza annuale.

Quali sono i migliori farmaci per la prostata?

In caso di prostatite batterica è necessario assumere antibiotici mirati nei confronti dell’agente infettante, allo scopo di eliminare i microrganismi patogeni localizzati nelle cellule ghiandolari.

Se la prostatite è di natura fungina bisogna servirsi di medicinali a base di antimicotici azolici (come il miconazolo), di antimicotici polienici (come la nistatina), di echinocandine (come il mycamine).

Quando la causa è riconducibile all’insorgenza di IPB, la terapia deve essere impostata allo scopo di ridurre il volume ghiandolare, che potrebbe causare fenomeni di ritenzione idrica di una certa entità.

I medicinali antiandrogeni (finasteride e dutasteride) agiscono come inibitori specifici dell’enzima alfa-reduttasi, che controlla il metabolismo del testosterone.
Questo ormone sessuale è il principale responsabile dell’aumento volumetrico della prostata e quindi, limitando la sua produzione oppure incentivando la sua eliminazione, si ottengono efficaci riscontri terapeutici.

Il meccanismo d’azione dei medicinali antiandrogeni sulla ghiandola si dimostra particolarmente valido in quanto già dopo poche somministrazioni, le dimensioni prostatiche si stabilizzano per poi diminuire nel tempo.
Come conseguenza il flusso urinario riprende ad essere attivo e scompaiono i sintomi ostruttivi a livello dell’uretra.

Altri principi terapeutici che trovano impiego nella cura della IPB sono gli alfa-bloccanti, che agiscono sulle fibre muscolari lisce contribuendo al loro rilassamento.
A tal riguardo vengono prescritti la tamsulosina, doxasozina, terazosina.

Se non viene adeguatamente trattata, l’ipertrofia prostatica benigna (o adenoma prostatico) va incontro ad una progressiva e inarrestabile evoluzione che può portare al restringimento dell’uretra.

Se il condotto uretrale non funziona correttamente, l’urina fatica a venire emessa e di conseguenza si accumula a livello vescicale provocando una dilatazione delle sue pareti.

Una vescica ipertrofica spinge sul rene comprimendolo e quindi alterando il suo funzionamento fisiologico; pertanto è necessario agire sempre per mantenere il volume prostatico entro valori normali.

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La sua attività sfrutta soltanto principi fitoterapici di notevole efficacia, che possono venire impiegati anche come coadiuvanti delle tradizionali terapie.

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