Migliori Terapie per la prostatite

Migliori Terapie per la Prostatite

La prostatite è una patologia che colpisce un’alta percentuale di persone di sesso maschile dai 40 anni in su, questa percentuale aumenta quando l’età supera i 50 anni. Bisogna, prima di capire quali siano le migliori terapie per curare la prostatite, studiare le diverse forme di questa patologia, ovvero la prostatite batterica e quella abatterica. Il tipo batterico si suddivide a sua volta in acuta e cronica mentre quella abatterica può essere sia asintomatica che proporsi come sindrome da dolore pelvico.

IL RIMEDIO N.° 1 IN ITALIA PER ELIMINARE I PROBLEMI ALLA PROSTATA

Prostatricum

  • Normalizza la minzione

  • Neutralizza sintomi e dolore

  • Ripristino erezione

  • Elimina la causa della prostatite

Terapie per prostatite batterica acuta

La prostatite batterica acuta o prostatite di tipo I è l’infiammazione della prostata provocata da agenti batterici. Le cause scatenanti possono essere diverse: dai batteri come l’Escherichia Coli, che popolano naturalmente il nostro corpo e che a causa di eventuali lesioni intestinali possono infettare la prostata, oppure batteri a trasmissione sessuale come gonorrea o clamidia che vengono poi di conseguenza trasportati fino alla prostata, o ancora i batteri che sono a causa delle infezioni urinarie che possono facilmente migrare verso la prostata e causarne l’infiammazione.

I sintomi di questa patologia sono: malessere generale, dolori concentrati nella zona pelvica, schiena e ano, febbre alta e brividi, inoltre si presentano diversi problemi alla minzione come ematuria, stranguria, nicturia e altri, dolori durante i rapporti sessuali e durante l’eiaculazione. Le migliori terapie per la prostatite batterica acuta prevedono l’assunzione di antibiotici in grado di giungere fino alla prostata e penetrare l’involucro protettivo della stessa.

Quelli più utilizzati e che danno i migliori risultati sono: doxiciclina, trimetoprim, levofloxacina, norfloxacina, ofloxacina e ciprofloxacina. Naturalmente sarà il medico a stabilire come agire e quali antibiotici utilizzare per ottenere i migliori risultati ma generalmente la cura deve essere effettuata dalle tre alle sei settimane, senza sospendere o interrompere la terapia nel caso in cui si notino miglioramenti. La continuità della terapia è fondamentale per evitare ricadute. Sia durante la cura che al termine di essa il paziente dovrà seguire un’alimentazione atta a impedire il ritorno della malattia.

Terapie per prostatite batterica cronica

La prostatite batterica cronica è comunque un’infiammazione della prostata ma avviene in maniera più graduale e lenta, inoltre questa patologia ha un decorso che può tranquillamente superare i tre mesi. La prostatite cronica batterica ha una diffusione meno comune rispetto alla sua controparte non batterica che può colpire, secondo alcuni studi, 20 uomini su 100.

Le cause di questa patologia sono: un’errata o incompleta cura di una prostatite acuta, complicazioni di infezioni dei testicoli come epididimite o la conseguenza di ripetute infezioni delle vie urinarie come cistiti, uretriti ecc. La sintomatologia della prostatite cronica non si differenzia molto da quella acuta, i sintomi si presentano in maniera graduale e più leggera, inoltre possono anche diventare intermittenti e si nota l’assenza di febbre forte. Ciò che più comunemente si avverte è: dolore alla base del pene, dello scroto, intorno all’ano e nella zona pelvica.

Oltre a questi si possono presentare diverse situazioni come: sensazione impellente di urinare, disuria, ridotto flusso dell’urina, cattivo odore dell’urina, difficoltà a svuotare completamente la vescica e tanto altro, inoltre si possono presentare anche dei problemi durante l’atto sessuale come dolori durante l’eiaculazione o presenza di sangue nello sperma. Le terapie più fruttuose e corrette sono simili a quelle per la cura della prostatite acuta e richiedono il massiccio utilizzo degli stessi antibiotici ma possono insorgere delle complicanze che non si vedono nella patologia acuta.

La recidività della malattia può essere un grande ostacolo, specie quando si tratta della versione batterica, allo stesso modo le difficoltà vengono riscontrate perché la prostata sviluppa una certa resistenza agli antibiotici. La durata della terapia è estremamente soggettiva, viene indicata in base alla gravità dell’infezione e può partire da un minimo di 6-8 settimane fino a superare abbondantemente i 6 mesi.

Terapia per prostatite abatterica

La prostatite abatterica è un’infiammazione della prostata che compare gradualmente ma senza la causa scatenante batterica. Questa è una delle patologie di questo genere più diffuse di tutte, si calcola infatti che oltre il 90% delle diagnosi di prostatite riguarda proprio quella abatterica.

Per quanto riguarda le cause scatenanti di questa patologia ci sono diverse discordanze in quanto non è stato dimostrato ancora nulla. Gli studi effettuati fino ad oggi riconoscono diverse possibili cause: alcuni studi propongono la teoria delle terminazioni nervose (nervi) della prostata che subiscono dei danni e per questo causano la prostatite; altri studi invece ipotizzano la prostatite abatterica come una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario non è più in grado di riconoscere la prostata come amica e di conseguenza la attacca causando l’infiammazione; altri ancora riconoscono nella patologia cause del tutto diverse, traumi alla prostata dovuti ad alti livelli di stress, eccessivo carico di pesi, attività sportiva eccessiva e spesso errata.

La sintomatologia della patologia, tranne per la febbre, è quasi del tutto identica a quella della versione batterica, quindi si avranno dolori localizzati nell’area pelvica, problemi nella minzione o nell’eiaculazione, difficoltà a svuotare completamente la vescica e altro. L’unica differenza riguardante i sintomi si presenta a livello sessuale, in alcuni casi si possono anche riscontrare disfunzioni erettili o calo del desiderio sessuale. La terapia per la prostatite abatterica non è ancora stata ideata in maniera definitiva.

Per migliorare i disturbi urinari possono essere somministrati alfa-bloccanti mentre alcuni lassativi hanno avuto degli effetti benefici in molti casi. Gli antidolorifici sono un toccasana in moltissimi casi e, sebbene ci siano delle discordanze su questo, molti medici somministrano anche antibiotici.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Richiedi il Migliore integratore per Prostatite + Consulenza telefonicaClicca qui