Prostalgene

Prostalgene: è efficace come integratore?

Prostalgene è davvero un integratore utile per i problemi di prostata? I suoi componenti sono davvero efficaci? Possiamo fidarci di questo prodotto?

La prostatite è un fastidioso problema che affligge buona parte della popolazione maschile mondiale e la sua possibile evoluzione nel ben più grave e potenzialmente letale cancro della prostata è molto spesso causa di angoscia. Ciò purtroppo costituisce un terreno fertile per chi, approfittando di queste paure, ne approfitta per cercare di vendere prodotti la cui efficacia però è ben lungi dall’essere dimostrata.

Non vogliamo e non possiamo certo demonizzare qualsiasi prodotto prometta dei benefici, vogliamo però sensibilizzare le persone nel porre in questi casi la massima attenzione riguardo a chi concediamo la nostra fiducia, in un momento di disagio fisico e mentale.

 

Gli ingredienti del Prostalgene

 

Per quanto ci si sforzi di trovare delle informazioni riguardo la casa produttrice del Prostalgene ciò risulta molto difficile: di fatto dal sito del venditore non riusciamo a capire chi produce questo prodotto né dove questo avvenga, si può solo sperare che sulla confezione che arriva agli acquirenti siano riportate maggiori informazioni a riguardo.

Gli ingredienti del prodotto, secondo quanto viene pubblicizzato, sembrano tutti di origine naturale e alcuni hanno effetti potenzialmente utili nel trattamento dei sintomi della prostatite. Di seguito li elenchiamo cercando di descriverne per ciascuno i principali effetti:

  • Serenoa repens: è una pianta diffusa nel sud est degli Stati Uniti i cui frutti rappresentano un’importante fonte di cibo per la fauna locale. Anche i nativi americani erano soliti cibarsene attribuendogli effetti benefici con riferimento al sistema urinario e all’apparato riproduttivo. A partire da queste convinzioni sono stati condotti degli studi clinici: alcuni di questi ne hanno confermato l’efficacia, altri l’hanno contestata. In genere sembra che gli effetti siano perlopiù limitati al breve periodo. Si tratta comunque di una pianta “sicura” e praticamente priva di effetti collaterali, anche se uno dei suoi composti è assimilabile al colesterolo e la sua assunzione richiede quindi cautela in soggetti con problemi cardiovascolari.
  • Epilobium parviflorum: diffusa in diverse parti del mondo anche questa pianta è da tempo considerata nella medicina tradizionale per i suoi effetti antiinfiammatori ed antiossidanti. In Austria viene somministrato come coadiuvante un te a base di questa pianta, nelle terapie curative dei disordini della prostata. Il suo effetto sembra inibire la riproduzione cellulare e quindi prevenirne l’ingrossamento.
  • Tribulus terrestris: pianta molto presente in diverse parti del mondo, compresa l’Europa e l’Italia, tanto che viene considerata infestante. Predilige ambienti secchi e aridi, riesce a crescere lungo i nostri marciapiedi. La sua radice sembra avere effetti benefici sia sul desiderio, che sull’attività sessuale, sia maschile che femminile. Anche questa pianta sembra non avere particolari effetti collaterali.
  • Linaria vulgaris: chiamata comunemente linaria, anche questa è una pianta diffusissima. In Italia è praticamente presente ovunque eccetto che in Sicilia. Usata nella medicina popolare, dove è nota con il nome di erba strega, le vengono attribuite proprietà diuretiche, emollienti e purgative.
  • Cloruro di magnesio: questa invece è una sostanza chimica indicata dal venditore del Prostalgene come un toccasana per la circolazione, e di conseguenza anche per l’erezione, nonché come coadiuvante per gli altri principi attivi. È una sostanza nota per essere stata, e probabilmente lo è ancora, al centro di polemiche tra due fazioni: una che ne esalta le proprietà quasi miracolose in grado di curare a bassissimo costo quasi tutto e l’altra che invece lo dichiara tossico e pericoloso. In questo caso la verità sta probabilmente nel mezzo: se è dimostrato che la carenza di magnesio può creare problemi alla salute in generale e anche all’apparato cardiocircolatorio, è anche dimostrato che un suo abuso può essere altrettanto dannoso. Quindi anche se in moderate quantità la sua assunzione è assolutamente inoffensiva, è un elemento presente anche in altri farmaci e il suo apporto complessivo non andrebbe sottovalutato.

 

Somministrazione del Prostalgene

 

Il Prostalgene deve essere assunto giornalmente in gocce che devono essere diluite in un bicchiere d’acqua. Niente di complicato quindi, basta solo ricordarsi di assumerlo.

 

Efficacia del Prostalgene

 

È necessario chiarire che stiamo parlando di un integratore, non di un farmaco, e in quanto tale, ha solo una funzione coadiuvante nel trattamento della prostatite e dei problemi ad essa correlati e non costituisce di per sé una terapia, anche se viene lasciato intendere che lo sia.

In ogni caso i componenti per Prostalgene sembrano essere efficaci nell’alleviare i sintomi delle patologie inerenti l’apparato urinario. Quello che desta perplessità è la totale mancanza di informazioni riguardo la loro provenienza, quale parte della pianta viene utilizzata per produrre l’estratto e quali sono le modalità di preparazione dello stesso. Esistono dei processi standardizzati che garantiscano la costanza della qualità del prodotto?

Altro dubbio riguarda il dosaggio: prendendo in considerazione quello che sembra l’ingrediente principale, ovvero la serenoa repens, questo risulta presente in quantità doppia rispetto alla dose consigliata utilizzata in questi casi, come dichiarato sull’etichetta del prodotto. È anche vero che parlare di concentrazione di un estratto del quale non si conoscono le modalità di estrazione forse ha anche poco senso.

 

Reperibilità e acquisto del Prostalgene

 

Non è ovviamente acquistabile in farmacia o erboristeria, ma solo su internet. Abbiamo col tempo notato che alcuni prodotti di dubbia efficacia una volta superata la prima fase di lancio legata ad una incessante campagna pubblicitaria, vengono ritirati dal mercato. Sembra che questo sia anche il caso del Prostalgene che, secondo quanto dichiarato dal venditore, ostacolato dalla lobby dei farmacisti, è stato messo fuori mercato.

 

Considerazioni finali

 

Le perplessità relative al Prostalgene sono sempre le stesse che ci assalgono quando vediamo pubblicità di prodotti dichiarati come soluzioni semplici e risolutive per problemi complessi e spesso anche potenzialmente gravi. La risposta che ci diamo rispetto alla domanda che ci siamo posti all’inizio di questo articolo molto spesso è “Quasi quasi provo, non è proprio a buon mercato ma se fosse efficace…”. Sembra essere una soluzione senza eccessive controindicazioni, al limite si tratta di perdere pochi soldi, probabilmente è lo stesso ragionamento che fa il venditore, solo che quei pochi soldi diventano moltissimi se moltiplicati per tutti coloro che lo acquistano.

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