Xatral

Xatral funziona per la prostatite?

Xatral: si può usare contro la prostatite?

Quando parliamo di Xatral ci riferiamo a un farmaco “antagonista selettivo sui recettori α1-adrenergici postsinaptici localizzati a livello del trigono vescicale, dell’uretra e della prostata” e utilizzato per combattere la prostatite e l’ipertrofia prostatica di tipo benigno.

L’alfuzosina, principio attivo alla base dello Xatral, ha il potere di bloccare i recettori alfa-1 adrenergici situati a livello del collo vescicale, dell’uretra prostatica, della capsula e dello stroma prostatico.

Agendo immediatamente e a livello localizzato, lo Xatral riduce il tono muscolare del collo della vescica, dell’uretra e della prostata stessa e allevia i disturbi associati alla minzione dolorosa e solleva dalla spiacevole sensazione di non aver svuotato completamente la vescica.

Appartenente alla schiera dei farmaci altamente efficaci nel ridurre le problematiche del tratto urinario a seguito di infiammazione da prostatite oppure in caso di ipertrofia prostatica benigna, lo Xatral si è dimostrato particolarmente indicato per combattere la lentezza del getto urinario, la minzione e l’erezione difficoltose e la nocturia.

Prostatite: di quale infiammazione si tratta?

Prima di approfondire l’argomento e di valutare quanto possa essere efficace l’assunzione dello Xatral in caso di prostatite, cerchiamo di capire proprio con quale tipo di infiammazione dobbiamo fare i conti. Con il termine prostatite, infatti, ci riferiamo a un insieme piuttosto variegato di disturbi legati all’ostruzione urinaria con dolore perineale. Le cause scatenanti la prostatite possono essere differenti e, essenzialmente, ricondotte a due macrocategorie.

Mentre alcuni casi, infatti, sono riconducibili a un’infezione batterica della ghiandola prostatica, altri dipendono da una serie di fattori disomogenei non infiammatori come, ad esempio, uno spasmo dei muscoli del diaframma urogenitale. Le prostatiti, pertanto, possono essere di origine batterica e, più frequentemente, abatterica: per una diagnosi tempestiva ed esauriente, oltre al controllo medico, è necessario un esame microscopico e un’urinocoltura ottenuta prima e dopo il massaggio prostatico.

Mentre la prostatite batterica deriva da agenti patogeni urinari tipici quali Escherichia coli e Chlamydia, quella abatterica può essere infiammatoria e non infiammatoria ed è, generalmente, legata all’incompleto rilasciamento dello sfintere urinario. Oltre allo Xatral, dunque, i pazienti affetti da prostatite possono essere curati con un periodo di riposo a letto, con farmaci analgesici e antibiotici, con emollienti per le feci, ansiolitici e miorilassanti.

Cosa sapere prima di assumere Xatral?

Come la maggior parte dei farmaci alfa-litici, anche l’effetto di Xatral è apprezzabile anche nel breve periodo con risultati convincenti anche dopo pochi giorni dall’inizio della cura. Benché queste tipologie di farmaci non siano indicate, da sole, per la riduzione del volume della prostata né si mostrino adeguate per evitare un successivo intervento chirurgico, esse hanno apportato notevoli contributi per la cura dell’infiammazione da prostatite.

Prima di assumere l’alfuzosina, però, un controllo medico approfondito dall’urologo e dall’andrologo non è semplicemente raccomandato ma addirittura indispensabile giacché non tutti i pazienti e non tutte le patologie urinarie connesse alla prostatite possono essere trattate con lo Xatral.

Lo Xatral, infatti, deve essere assunto con estrema cautela dai pazienti che sono già in cura con antipertensivi o nitrati: in alcuni soggetti, non a caso, sono stati riscontrati diversi episodi di ipotensione ortostatica associati a sintomi quali capogiri, sudorazione, affaticamento e abbassamento momentaneo della vista. Nei pazienti più anziani e con patologie cardiocircolatorie pregresse, invece, sono stati riscontrati episodi anginosi e di collasso circolatorio: in tutti questi casi, pertanto, lo Xatral deve essere sospeso o interrotto dietro consiglio medico.

Quali sono i benefici riscontrati con l’assunzione dello Xatral?

Come si è già avuto modo di anticipare, i farmaci come lo Xatral si rivelano particolarmente efficaci per ridurre o rallentare l’ingrandimento della prostata dovuta a cause anomale e per combattere i disturbi tipici legati all’infezione del tratto urinario.

L’effetto dei farmaci alfa-litici, in particolare, oltre a essere immediato, si rivela anche apprezzabile dal punto di vista funzionale: il flusso urinario, difatti, risulta migliorato del circa 30%. Laddove alle difficoltà legate all’infiammazione e alle minzioni dolorose si affiancassero anche problematiche connesse all’urgenza minzionale e allo svuotamento totale della vescica, il paziente potrà essere trattato con anti-muscarinici o beta-3-adrenergici, in associazione agli alfa-litici cui abbiamo già fatto riferimento.

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Come assumere lo Xatral per la prostatite

Come tutti i farmaci, lo Xatral va assunto dietro rigido controllo medico. La posologia consigliata è di una compressa di Xatral da 2,5 mg da assumere tre volte al giorno con la raccomandazione di prendere la prima compresse poco prima di andare a dormire.

Nei pazienti anziani e in cura con farmaci anti-ipertensivi, la dose giornaliera raccomandata è di una compressa mattina e sera, aumentata all’occorrenza in relazione alla dimostrata risposta clinica. Nei casi di insufficienza renale e insufficienza epatica, le dosi giornaliere di Xatral possono essere aumentate o diminuite in funzione delle risposte cliniche ottenute: il dosaggio complessivo giornaliero, però, non può superare i 10 mg.

Quali effetti indesiderati può portare lo Xatral?

Benché sia annoverato tra i farmaci più apprezzati per combattere la prostatite e l’ipertrofia prostatica benigna, anche lo Xatral può portare con sé diversi effetti indesiderati. Soprattutto nei primi giorni di trattamento, infatti, sono stati riscontrati episodi di nausea, dolore addominale, cefalea, capogiri e, talvolta, vomito e diarrea.

In alcuni pazienti sono state riscontrate palpitazioni, alcuni disturbi legati alla vista, dolore toracico e ipotensione ortostatica. Tali disturbi, non invasivi o invalidanti, si sono confermati a carattere transitorio e legati unicamente alle prime assunzioni del farmaco. Le vertigini e i capogiri sono da tenere sotto controllo se si guidano veicoli o se si utilizzano particolari macchinari.

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